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“La ballata del cappello” di Maurizio Gioco -2010
Ho in testa un idea che mi vola via
Mi serve un cappello per farla mia.
Un cappello di paglia, fraccato sulla capa, che serve al contadino per scrivere il suo destino.
Un cappello di feltro o di lana cotta, rimbomba la guerra nella trincea rotta.
Mi passa l’idea se cambio di cappello.
Il basco, una cuffia, e penso alla notte,
ai sogni sognanti dei fidanzati amanti.
Se metto una mitra mi sento importante, comando le schiere degli angeli rombanti.
Con la bombetta il pensiero è surreale,
e immagino omini che volano nel cielo,
tra case spennellate e mezze diroccate.
L’idea si fa sociale, evviva l’anarchia che il colbacco spazza via.
L’idea si fa mafiosa mi metto una coppola che è tutta spigolosa.
Se poi voglio viaggiare mi basta un Sombrero, un Panama Cubano o il Turbante indiano.
L’idea si fa pressante, il vapore è urlante non è un pistone ma un Cilindro con il bastone.
Mi metto la Berretta, l’idea fa una puzzetta.
Mi metto lo Zucchetto l’idea fa un bel peto.
E per finir ho deciso! Sono stufo di cappelli che bloccano le idee, li lancio tutti in aria e lascio che i mie ricci si prendano un bel sol.
Baschetto, Berretto, Bombetta e Borsalino;
A cono di paglia, da baseball e da cowboy
Colbacco, Cilindro, fatto a taschino
Paglietta, Turbante, Zucchetta e Feluca
Un fez assassino.
Sombrero e Kepi
Evviva il cappello che il vento fa volar, evviva il cappello che serve a salutar |